§ 96 – eSaMe

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Prendo il pendolo in mano e lascio che Temistocle con il suo solito rituale mi illumini sulla strada da intraprendere

Vedo così un posto buio, delle scale in pietra, sembra una chiesa, ma forse non lo è. E’ quadrata. Io entro in una stanza, c’è tanta gente, sembrano essermi amici, ma non vedo nessuno in volto, non riesco a riconoscere nessuno, ma è come se mi aspettassero… mi accolgono. Poi sembra che qualcuno mi indichi di seguirlo, non so bene come, ma mi ritrovo aldilà di quella stanza, all’interno di quel quadrato, di quella struttura dove c’è un prato, una chiostra tutto intorno e poi è a cielo aperto

e poi la visione scompare

Mi resta un po’ d’angoscia e di senso d’ansia

Non l’ho visto, ma credo che si aspettino qualcosa da me

Non so, se sono all’altezza

…e forse la mia presenza lì non è proprio unanimamente condivisa

E’ come, se dovessi fare un esame

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Resto a metà strada tra la realtà e la visione: sono proiettata in avanti, ma vivo il presente e mi tormento.

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Perché?

Cosa vuole questa gente da me?

Qual’è il destino che mi si propetta??

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Sono un po’ turbata e mi rinchiudo nel mio oblio, che più che di metabolizzazione ora, sembra essere di una comprensione preventiva.

Le visioni non sono una cosa facile da gestire… bisogna avere un buon rapporto con noi stessi e con l’universo per sostenerle…

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Temistocle interviene, mi sveglia e mi indica la strada.

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§ 96 – eSaMeultima modifica: 2009-07-23T15:14:00+00:00da auroraxspirit
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